«Sei sempre tu che ci porti in vantaggio»

L’addio al calcio di Roberto Baggio nelle dinamiche informative dell’emittente bresciana Teletutto

Paolo Carelli

Università Cattolica del Sacro Cuore

Fabio Gafforini1

Teletutto-Editoriale Bresciana S.p.A.



Indice

1. Nascita ed evoluzione di Teletutto nello scenario delle tv locali

2. Il calcio (e lo sport) nella programmazione di Teletutto

3. L’addio di Roberto Baggio al calcio ai microfoni di Teletutto: uno scoop mondiale per un’emittente locale

4. Il riutilizzo contemporaneo dello scoop: il video podcast “Sei sempre tu che ci porti in vantaggio, 20 anni dopo”

Conclusioni


Abstract: On 29 December 2003, Roberto Baggio – then captain of Brescia Calcio – announced his intention to retire from professional football at the end of the season. The announcement was delivered in a rather unexpected interview with the local broadcaster Teletutto. The interview had been recorded several days earlier and kept confidential until it was aired. This episode represents a compelling case study in the evolving interplay between local and national media: the scoop, emerging from a small private television station deeply embedded in regional identity, rapidly echoed across the country’s media and even garnered international attention.

Keywords: Local Television, TV History, Transmediality, Sport TV News


1. Nascita ed evoluzione di Teletutto nello scenario delle tv locali

Il 14 febbraio del 1977 venne fondata a Brescia l’emittente radiofonica Radio Bresciasette su iniziativa di Giuseppe Inselvini e Ancilla Scalvini, imprenditrice nel settore dei mobilifici, che fu la prima inserzionista della nuova emittente, e già presente come inserzionista pubblicitaria in diverse tv del territorio bresciano. Sul finire del 1979, la proprietà decise di ampliare la propria offerta in ambito comunicativo, fondando l’emittente televisiva locale Teletutto Bresciasette. La nascita di Teletutto (come comunemente viene chiamata) fu, quindi, strettamente legata alle esperienze radiofoniche che erano sorte in tutta Italia a seguito della liberalizzazione sancita dalle sentenze della Corte Costituzionale del 1974 e del 19762; il nuovo canale, infatti, si sviluppò come sperimentazione interna all’emittente radiofonica esistente3. In quegli anni, il panorama dell’emittenza radiofonica e televisiva privata a Brescia presentava una particolare vivacità; come riportano Paolo Corsini e Marcello Zane4, il territorio era caratterizzato dalla copertura sia di tv a diffusione regionale come Antenna 3 (anch’essa attiva dal 1977), sia di soggetti locali che avevano soprattutto Brescia e la provincia come ambito privilegiato della propria offerta e programmazione. Furono almeno una decina le emittenti televisive locali sorte in quegli anni, molte delle quali costrette alla chiusura nel primo decennio del nuovo millennio; tra le esperienze di maggior rilievo, è opportuno citare Vbs, Video Brescia e Nuova Erretibi, con queste ultime che si fonderanno nel 1989 in Brescia Tv, poi a sua volta cessata. E ancora, Brescia Telenord (1978-2011), Telemarket (1982-2021, nata dalla fusione di Brescia Tv Shop, Tv Shop Canale 4 e TeleShop), dedicata alle aste di opere di arte e che per un certo periodo arrivò ad offrire la proposta d’informazione della Cnn, Retebrescia (1984-2019) e la più recente ÈLive Tv, che dal 2017 ha preso il posto di Brescia Punto Tv nata nel 2003.

Da un punto di vista dell’articolazione dei generi e dell’offerta, è indubbio che, in via prioritaria

la fortuna delle televisioni private cittadine, che si affiancano a decine di emittenti radiofoniche, si deve ai palinsesti che alimentano il dibattito politico, propongono il recupero delle tradizioni locali, vanno alla riscoperta di itinerari territoriali e di percorsi artistici, sino alle prime dirette in occasione di eventi culturali, manifestazioni sportive, consigli municipali, oltre alle produzioni di notiziari ripetutamente messi in onda nel corso della giornata5.

Appare chiara, quindi, la natura generalista e fortemente identitaria delle televisioni locali bresciane, il loro essere sin da subito punto di riferimento per un racconto diversificato dei territori nei quali si sviluppano e operano, in linea con quanto avvenuto su tutto il territorio nazionale con quel fenomeno delle tv locali per il quale Aldo Grasso ha coniato l’etichetta di “tv del sommerso”6; nel corso dei decenni le televisioni, ma più in generale i media di prossimità, hanno consolidato questo ruolo, talvolta andando a restringere ulteriormente il proprio ambito d’azione, divenendo a tutti gli effetti quelli che sono stati definiti hyperlocal media7, e intensificando al contempo la loro natura multimediale attraverso una progressiva integrazione di media e linguaggi differenti, grazie anche alla diffusione degli strumenti digitali8.

Fedele a questa impostazione, Teletutto allargò ben presto il proprio bacino d’utenza dalla città all’intera provincia di Brescia, specializzandosi in particolar modo nell’informazione e nello sport. Un primo cambiamento nella natura aziendale dell’emittente avvenne nel 1985 con la cessione all’imprenditore Pasini e la direzione affidata a Don Mario Pasini, fratello dell’editore e vicino all’associazione dei Paolini di Brescia. Pur mantenendo la centralità nei generi di punta dell’offerta, l’emittente introdusse rubriche di carattere religioso diventando un punto di riferimento per il vasto e variegato mondo cattolico bresciano. Una seconda svolta avvenne nel 1994 con il passaggio di proprietà al gruppo Editoriale Bresciana, già detentore del Giornale di Brescia, il principale organo di stampa d’informazione del territorio. La riarticolazione organizzativa del gruppo previde anche l’acquisto dell’emittente Brescia Telenord, ribattezzata TT2 – Teletutto. Per tutti gli anni Novanta, il canale venne diretto da Fulvio Manzoni che introdusse diverse novità soprattutto rispetto alla vita politica cittadina con le dirette delle sedute del consiglio comunale di Brescia; dal 2007 la direzione del gruppo è passata a Nunzia Vallini dopo un breve periodo sotto la guida di Fabio Lombardi.

Attualmente, Teletutto copre non solo il territorio bresciano ma l’intera Lombardia (a eccezione della provincia di Mantova), alcune zone del Piemonte (escluse le province di Torino, Asti e Cuneo), e le province di Verona, Parma, Piacenza e Reggio nell’Emilia. Il canale televisivo è parte di un progetto multimediale che comprende anche altre due reti (TT2 e il canale all-news TT24), la stampa con il Giornale di Brescia, la radio con l’emittente commerciale e informativa Radio Bresciasette e la radio di musica classica Radio Classica Bresciana e, infine, il mondo digitale con la redazione web del giornale (e il sito www.giornaledibrescia.it) e diverse presenze sui principali social media. Con gli ultimi cambiamenti relativi alle frequenze televisive e alla riduzione della banda per lasciare spazio agli operatori di comunicazione mobile9, il canale è passato dall’LCN10 12 al 16, mantenendo comunque intatta la propria rilevanza tra le posizioni più ambite per l’offerta dell’emittenza locale.

2. Il calcio (e lo sport) nella programmazione di Teletutto

In quasi cinquant’anni di attività, l’offerta di Teletutto ha coniugato diversi generi, privilegiando soprattutto l’informazione, con i notiziari, i telegiornali e gli approfondimenti, ma toccando anche altri aspetto come le rubriche di attualità, i programmi dedicati all’arte, alla cultura e alla scuola, i magazine di racconto del territorio e delle sue specificità culturali, enogastronomiche e turistiche, l’intrattenimento e gli spettacoli, le dirette di importanti eventi come l’adunata nazionale degli Alpini, per anni appuntamento imprescindibile nel palinsesto del canale. La vocazione generalista di Teletutto si è manifestata, naturalmente, anche sul versante dello sport; oltre alla copertura di importanti manifestazioni come la Mille miglia, la Centomiglia velica, la Brescia Art Marathon e la Winter Marathon, la programmazione sportiva del canale è stata arricchita nel corso degli anni da una serie di programmi di approfondimento e dibattito dedicati a differenti discipline. Un’attenzione particolare è stata posta, sin dagli esordi dell’emittente, al ciclismo e si è evidenziata con il programma Ciclismo oggi; spazi narrativi sono stati tradizionalmente e costantemente dedicati anche al basket, in particolare con il programma Basket Time, in passato alla vela con Skipper – Il mondo a vela, o all’automobilismo con Videomotori. La fascia mattutina feriale è, invece, dedicata a programmi per la promozione dell’attività fisica come In forma o Telemuoviamoci, contenuto che propone esercizi di ginnastica dolce per diverse tipologie di pubblico.

Tuttavia, è soprattutto con il calcio che Teletutto ha saputo offrire ai propri telespettatori la maggior varietà di contenuti a tema sportivo nel corso degli anni; tra i principali programmi dedicati al calcio, è opportuno citare Parole di calcio (attualmente in onda il lunedì sera alle 20.30) che approfondisce le vicende prima del Brescia Calcio, e oggi, dopo le vicende societarie, dell’Union Brescia, ma anche delle altre squadre professionistiche di Serie C bresciane, Lumezzane e Ospitaletto in onda il giovedì in seconda serata a partire dalle 22.10 fino alla stagione sportiva 2017-2018 e Tutti in campo, appuntamento in occasione delle partite della squadra cittadina, che vengono seguite e commentate in diretta in studio. Altro programma calcistico che è stato presente nei palinsesti dell’emittente è Dilettanti in rete (che è andato in onda dal 2012 al 2018 il giovedì in seconda serata a partire dalle 22.10), sulle decine di squadre dilettantistiche della provincia che animano i campionati minori e che consente, quindi, di gettare uno sguardo anche sul variegato universo del non professionismo; il mondo del calcio amatoriale è raccontato anche attraverso le dirette dei tornei estivi che popolano la provincia (tra cui l’ambito torneo di Polpenazze del Garda) e rubriche dedicate all’interno di Parole di calcio in Tour.

Da settembre 2021 fino al termine della stagione 2024-2025, è andato inoltre in onda Special News Feralpisalò, un notiziario a cura dell’Ufficio Comunicazione della Feralpisalò condotto insieme ai ragazzi con disabilità cognitiva del team nell’ambito del progetto “Senza di me che gioco è?”, che ha affrontato in maniera leggera le vicende della squadra che ha militato per diversi anni nei campionati professionistici, compresa un’apparizione (la prima e unica della sua storia) in Serie B nella stagione 2023-2024. Con il passaggio societario da Feralpisalò a Union Brescia, avvenuto nell’estate del 2025, il programma ha cambiato denominazione in Special Box, in onda il giovedì alle 20.15.

3. L’addio di Roberto Baggio al calcio ai microfoni di Teletutto: uno scoop mondiale per un’emittente locale

Il 29 dicembre 2003, durante un notiziario sportivo del canale, il capitano del Brescia Roberto Baggio annunciò l’intenzione di ritirarsi dal calcio al termine della stagione in corso. Il calciatore, uno dei più grandi campioni del calcio nazionale e mondiale, era approdato al Brescia Calcio nel settembre 2000 dopo una carriera che lo aveva visto indossare le maglie dei principali club italiani e quella della nazionale per 55 presenze dal 1988 al 199911. La confidenza di Baggio era stata raccolta, in maniera del tutto inaspettata, dalla giornalista di Teletutto Erica Bariselli (ora prima firma della squadra di calcio cittadina per il Giornale di Brescia) insieme all’operatore Paolo Bergamaschi sul campo di Ospitaletto al termine di una seduta d’allenamento della squadra del 17 dicembre. Quello era il Brescia del patron Gino Corioni, allenato da mister Carlo Mazzone: in quei quattro anni alle Rondinelle Baggio poté contare su compagni di squadra come, uno su tutti, Josep Pep Guardiola, oggi riconosciuto come uno degli allenatori più innovativi e visionari del calcio mondiale. L’intervista era inizialmente finalizzata a “strappare” un augurio di Natale da parte dei calciatori più rappresentativi da rivolgere al pubblico di tifosi e appassionati. La registrazione venne tenuta secretata per dodici giorni e resa pubblica solamente a pochi giorni dalla fine dell’anno nel corso di un notiziario locale rendendo di assoluto interesse le parole pronunciate da Baggio e trasformandole in scoop per i media di tutto il mondo:

Questa volta credo che sia arrivato il momento di smettere, questa è la mia idea attuale ma anche quella definitiva. A meno di accadimenti straordinari, ma credo che sia difficile che avvenga qualcosa che mi faccia cambiare idea. Cosa farò? Non ci ho ancora pensato. La mia carriera è stata piena di infortuni. Dal primo intervento al ginocchio ho sempre corso in maniera squilibrata. La cosa mi sta procurando sempre più problemi fisici12.

L’episodio mette in luce alcune dinamiche tipiche dell’informazione locale all’inizio degli anni Duemila, in un’epoca non ancora dominata dai social: la dimensione di vicinanza tra giornalisti e realtà cittadine, una certa genuinità dei rapporti, l’assenza o comunque la minor capillarità di uffici stampa e comunicazione aziendali, la centralità di stampa e televisione come presìdi riconosciuti e integrati di legittimità informativa. Infatti, il giorno successivo, il 30 dicembre, il Giornale di Brescia riportò la notizia facendo esplicito riferimento allo scoop effettuato dall’emittente televisiva dello stesso gruppo editoriale, in un articolo firmato dalla stessa giornalista autrice dell’intervista:

Baggio non ha più voglia di combattere con gli acciacchi dell’età, con i dolori lasciatigli in eredità dai tanti infortuni, con le ginocchia che scricchiolano ogni giorno di più. E anche le brutture del calcio moderno hanno contribuito a far maturare l’idea di riporre nel cassetto la maglia 10 e di appendere al chiodo le scarpette chiodate che portano i nomi dei figli Mattia e Valentina. Una decisione difficile, ma serena, pensata e ripensata non dieci, ma cento, mille volte. E consegnata in esclusiva ai microfoni di Teletutto il 17 dicembre scorso, in un mercoledì mattina qualunque, ma che tale non si sarebbe rivelato13.

La notizia fece subito il giro del mondo, complice anche il fiorire in quegli anni di diversi siti e pagine web che si concentravano sul calcio e non solo, e che fecero ancor più da cassa di risonanza, citando anche l’intervista esclusiva rilasciata a Teletutto. Uno scoop mondiale per quella che era una piccola emittente locale a carattere provinciale, tant’è che arrivarono alla direzione dell’emittente richieste per poter avere le immagini e l’intervista fin dal Giappone14. L’emittente venne citata per l’esclusiva da diverse testate di tutto il mondo. Così scriveva il «Los Angeles Times»: «‘The idea of retiring is uppermost in my mind at the moment and I think that that is what will definitely happen’, Baggio told the Brescia television station Teletutto15». In Australia il network ABC così diede la notizia: “Former World Player of the Year Roberto Baggio says he plans to retire at the end of the current season.”That’s my idea right now and unless there’s some incredible u-turn I don’t believe I’m going to change my mind,” Baggio, 36, told Italian television programme Teletutto on Monday16. In Sud Africa il Mail&Guardian scrisse: “Injury-plagued former Italy international Roberto Baggio says he will retire at the end of the current season. ‘My career has been marred by injuries to my knee, which have affected my running and at my age this is difficult to overcome’, the 36-year-old Brescia striker told Teletutto radio station. ‘Unless there’s an incredible change of heart I don’t believe I will go back on my decision. Retirement will cost me a great deal, but in life one must know when to say enough is enough’”17.

Baggio appese gli scarpini al chiodo, definitivamente, poco meno di sei mesi dopo, il 16 maggio 2004: allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano si giocava Milan-Brescia, trentaquattresima e ultima giornata di Campionato di Serie A. Davanti a ottantamila persone, il calciatore ricevette l’ultima standing ovation della sua carriera: alle 16.45, al minuto 39’ del secondo tempo, tutti si alzarono in piedi per applaudire per l’ultima volta quello che il prestigioso portale sportivo inglese Four Four Two ha recentemente definito il miglior calciatore italiano di sempre18. E alla Scala del Calcio, sulla carriera di Roberto Baggio, calò così il sipario, rendendo giustizia a quell’errore dal dischetto nella finale dei Mondiali di USA ’94 che portò il The Washington Post a titolare “The man who died standing”19, immortalandolo sconsolato in piedi con le mani sui fianchi.

4. Il riutilizzo contemporaneo dello scoop: il video podcast Sei sempre tu che ci porti in vantaggio, 20 anni dopo

«Tutto il mondo sa che biancoblù del Brescia è la sua maglia… quando in campo va in ogni stadio ci sarà battaglia! Noi vogliamo che… tu firmi a vita per il nostro Brescia: sei sempre tu che ci porti in vantaggio, facci sognare Roby Baggio!»: ancora oggi accade che la Curva Nord del Brescia Calcio (ora Union Brescia) canti il coro che sin dalla sua prima stagione dedicò a Roberto Baggio. Ed è proprio quel coro ad aprire il video podcast Sei sempre tu che ci porti in vantaggio, 20 anni dopo e ad ispirarne liberamente anche il titolo, prodotto e realizzato da Erica Bariselli e Paolo Bergamaschi, con il supporto nel montaggio di Matteo Berta, ovvero la stessa troupe che raccolse l’intervista con l’annuncio dell’addio. Il podcast è stato rilasciato sui canali del gruppo Editoriale Bresciana il 16 maggio 2024. Da una parte il prodotto racconta di come, nei quattro lustri passati, l’affetto del calcio bresciano e della città tutta nei confronti di Baggio, sia rimasto immutato, dall’altro è stato un esempio di multimedialità dei vari mezzi del gruppo, sfruttando anche gli archivi del «Giornale di Brescia» e di Teletutto.

Nel video podcast vengono ripercorse tutte le tappe che dall’annuncio portano all’ultima gara in campo, passando per il duecentesimo gol in Serie A a Parma (alla fine, saranno per Baggio 205 in totale), fino alla standing ovation di San Siro. Non solo materiale d’archivio, ma anche diverse interviste e testimonianze, aneddoti e retroscena di quegli ultimi mesi: il suo manager e amico Vittorio Petrone, l’ultimo allenatore, Gianni De Biasi, l’ultimo compagno d’attacco, Andrea Caracciolo, e di Giuseppe Colucci che si è ritagliato un posto da attore comprimario negli ultimi scampoli di carriera di Baggio, perché fu l’assist man per il duecentesimo gol e lo sostituì nell’ultima gara. Il video-podcast è stato rilasciato sul sito web del «Giornale di Brescia» il 16 maggio 2022, e trasmesso in prima serata su Teletutto il 22 maggio 2024; ora è disponibile nella sezione on-demand del sito dell’emittente. Il podcast, della durata di 45 minuti, è stato rilasciato contestualmente alla pubblicazione della versione video sul sito del «Giornale di Brescia», gratuitamente, sulle piattaforme Spreaker e Spotify. Il prodotto è risultato, insieme a diversi contenuti sulle Olimpiadi di Parigi, essere tra i più visti e ascoltati per quanto riguarda l’approfondimento sportivo dell’informazione del gruppo Editoriale Bresciana nel 2024.

Conclusioni

L’episodio dell’addio al calcio di Roberto Baggio, le modalità rocambolesche con cui è stato annunciato e le traiettorie che la notizia ha intrapreso nel circuito comunicativo rappresentano un caso significativo, e per certi versi unico, del rapporto tra calcio e media locali. Osservando e ricostruendo quanto accaduto è possibile comprendere come la dimensione territoriale dell’informazione mantenga «la caratteristica della novità e della scoperta»20. In primo luogo, la centralità dello sport in un’emittente (come in un quotidiano) generalista locale varia anche in funzione della visibilità che i club e gli atleti espressione del territorio possiedono in relazione al contesto competitivo di riferimento; è innegabile che in quegli anni, l’attenzione di Teletutto e Giornale di Brescia nei confronti del calcio risentiva di un peso dato dalla partecipazione radicata del Brescia Calcio al campionato di Serie A e dalla presenza in squadra di un campione come Roberto Baggio. Inoltre, la cronaca locale ha dimostrato di essere «probabilmente il primo luogo dell’informazione giornalistica ad aprirsi maggiormente alla varietà del sistema sociale»21, ampliando «l’area del notiziabile»22 e dando spazio a un ampio ventaglio di azioni e realtà. In questo senso, lo scoop è stato reso possibile solo dalla fiducia reciproca instauratasi tra i soggetti in questione, costruita nel tempo attraverso un sistema di relazioni quotidiane e sulla base di queste si è mantenuto un riserbo facilitato dall’assenza di social media con la loro circolazione costante di contenuti e news. Infine, la realizzazione del video podcast a vent’anni da quegli eventi testimonia la volontà dei media locali di mettere in campo, in taluni casi, dei processi di “autocelebrazione” che rafforzano la credibilità e il radicamento presso l’opinione pubblica locale e consentono di valorizzare all’esterno il patrimonio rappresentato dagli archivi multimediali che conservano e raccontano la propria storia.


  1. 1 Il presente contributo è stato ideato, progettato e realizzato congiuntamente dai due autori; più specificamente, Paolo Carelli ha scritto i paragrafi 1 e 2, mentre Fabio Gafforini i paragrafi 3 e 4. Le conclusioni sono state redatte insieme.

  2. 2 Si fa riferimento alle due celebri sentenze della Corte Costituzionale: la n. 226 del 9 luglio 1974 che consentiva la trasmissione alle emittenti televisive private via cavo e la n. 202 del 28 luglio 1976 che consentiva la trasmissione via etere in ambito locale, avviando di fatto la fine del monopolio della Rai.

  3. 3 Sulla storia ed evoluzione delle radio locali lombarde cfr. M. Gambaro, La radio tra multimedialità e dimensione locale. Analisi delle emittenti radiofoniche in Lombardia, Roma, Carocci, 2010.

  4. 4 P. Corsini, M. Zane, Storia di Brescia. Politica, economia, società. 1861-1992, Roma-Bari, Laterza, 2014. Cfr. anche, per un ulteriore aggiornamento e approfondimento, P. Corsini, M. Zane, Nuova storia di Brescia (1861-2023). Politica, economia, società, Brescia, Morcelliana Scholè, 2023.

  5. 5 Corsini, Zane, Op. cit.

  6. 6 A. Grasso, La tv del sommerso. Viaggio nell’Italia delle tv locali, Milano, Mondadori 2006. Per una panoramica complessiva del fenomeno delle tv locali, si veda anche F. Barca, P. Novella, Tv locali in Italia. Organizzazione e programmi, Roma, RaiLibri 1997.

  7. 7 D. Radcliffe, Here and now: UK hyperlocal media today, London, Nesta, 2012.

  8. 8 M. Murru, F. Pasquali, Introduzione. Local matters. Le sfide e le opportunità dell’informazione locale, in «Problemi dell’informazione», XLV (2020), n. 3, pp. 327-339.

  9. 9 P. Carelli, A. Sfardini, Il passaggio al 5G e gli effetti sul sistema radio-televisivo locale, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2020.

  10. 10 Logical Channel Number: indica il sistema di numerazione dei canali televisivi nei circuiti di radiodiffusione e la posizione in cui è possibile ritrovarli da parte dei telespettatori.

  11. 11 Un’ultima presenza in nazionale di Roberto Baggio sarà datata 28 aprile 2004 in occasione di un’amichevole contro la Spagna, poche settimane prima del ritiro definitivo dal calcio.

  12. 12 Intervista a Roberto Baggio, Teletutto, 29 dicembre 2003.

  13. 13 E. Bariselli, C. Tognoli, Baggio, nel 2004 smetto, in «Giornale di Brescia», 30 dicembre 2003.

  14. 14 E. Bariselli, Sei sempre tu che ci porti in vantaggio. Vent’anni dopo, in «Giornale di Brescia», Teletutto, 16 maggio 2024.

  15. 15 G. L. Jones, Baggio Expected to Retire, in «Los Angeles Times», 30 dicembre 2023. “‘L’idea di ritirarmi è in cima ai miei pensieri in questo momento e penso che sia proprio ciò che accadrà sicuramente’ ha detto Baggio all’emittente televisiva bresciana Teletutto”.

  16. 16 Baggio set to retire at end of season, ABC Australia, 29 dicembre 2003. “L’ex giocatore mondiale dell’anno Roberto Baggio ha dichiarato di avere intenzione di ritirarsi alla fine della stagione in corso. ‘Questa è la mia idea in questo momento e, a meno di un’incredibile inversione di rotta, non credo che cambierò idea’, ha detto Baggio, 36 anni, al programma televisivo italiano Teletutto, lunedì”.

  17. 17 Soccer star Baggio calls it quits, in «Mail&Guardian», 30 dicembre 2003. “L’ex giocatore della nazionale italiana Roberto Baggio, tormentato dagli infortuni, ha dichiarato che si ritirerà alla fine della stagione in corso. ‘La mia carriera è stata segnata dagli infortuni al ginocchio, che hanno influenzato la mia corsa, e alla mia età è difficile superarli’, ha detto l’attaccante del Brescia, 36 anni, all’emittente radiofonica Teletutto. ‘A meno di un incredibile ripensamento, non credo che tornerò sulla mia decisione. Il ritiro mi costerà molto, ma nella vita bisogna sapere quando dire basta””. Si noti come la testata sudafricana parli erroneamente di Teletutto come di radio locale.

  18. 18 A. Mackenzie, Ranked! The best Italian players ever, in «Four Four Two», 15 giugno 2004.

  19. 19 J. Howard, 1994 Final Kick Means World to Brazil«The Washington Post», 18 luglio 1994.

  20. 20 C. Sorrentino, Tutto fa notizia. Leggere il giornale, capire il giornalismo, Roma, Carocci, 2007, p. 125.

  21. 21 Ibidem.

  22. 22 Ibidem.