«Piccole storie domenicali»:
oltre quarant’anni di calcio minore toscano raccontati dal settimanale Calciopiù

Gabriele Fredianelli

Società Italiana di Storia dello Sport


Indice

1. Le fonti

2. La nascita della testata

3. Nel pieno del boom dell’informazione locale e di quella sportiva

4. I precedenti in Toscana

5. Fuori dalla Toscana

6. I primi anni e lo sviluppo del giornalismo partecipativo

7. La svolta del ’90

8. Le firme di «Calciopiù»

9. Nel nuovo millennio


Abstract: In January 1982, “Calciopiù: il settimanale sportivo della Toscana” was born in Florence. Its pages, initially dedicated to AC Fiorentina and other sports, soon became the most accurate analysis of all amateur and youth football in the region, with hundreds of tables, articles and comments every Tuesday. It is one of the first newspapers in Italy to dedicate itself exclusively to this sector, a privileged observation point not only on “minor” football but also on the social transformations connected to it. The article intends to outline the profile of this particular relationship between “minor” football and the media, which has lasted for over forty years.

Keywords: football, journalism, Tuscany, publishing


In memoria di Alessio Facchini (1957-2024)


Martedì 12 gennaio 1982 la Fiorentina è in testa al campionato di Serie A con due punti di vantaggio sulla Juventus di Trapattoni. Il tecnico gigliato Giancarlo De Sisti ha dichiarato dopo la vittoria di Udine, due giorni prima: «Per lo scudetto ci siamo anche noi»1. Nel pieno di questa euforia calcistica viola a Firenze, in quel giorno, esce nelle edicole per la prima volta la nuova testata «Calciopiù» che, sotto il titolo tracciato graficamente (e provvisoriamente) in stencil e al momento separato nelle due parole «Calcio» e «Più», si definisce «settimanale di critica, attualità e informazione».

Si tratta di 16 pagine in formato tabloid, di testo fitto, in vendita a un prezzo di lancio di 500 lire (più o meno il costo di un quotidiano, allora oscillante tra le 400 e le 500), che poi diventeranno 700 e 800 entro la fine dell’anno successivo.

La prima pagina apre con un commento sulla Fiorentina, mentre di spalla si sistema la seconda squadra cittadina, la Rondinella, che viaggia a sua volta al vertice della Serie C2. Poi, sempre in prima, si leggono richiami al campionato di Promozione e perfino allo sci. Un riquadro a piè di pagina assicura «all’interno ampio panorama sul settore giovanile, una pagina di podismo, inoltre: ciclismo, rugby, arti marziali, pallamano, tennis, canottaggio, sci». In un brevissimo editoriale, intitolato Corner e firmato dalla società editrice, la Progresso 3 S.A.S., si parla di «un settimanale rivolto al grande pubblico», «un organo di informazione apertissimo a qualsiasi voce, in particolare per quelle fino ad oggi “soffocate” da notizie più eclatanti». Quelle poche righe si concludono con una promessa: «Non saremo una meteora».

In effetti, 43 anni dopo, mentre il mondo dell’editoria e della comunicazione è stato completamente rivoluzionato, «Calciopiù» è ancora al suo posto in edicola, in una forma straordinariamente vicina a quella originaria, con la certezza di rappresentare tutt’oggi il punto di riferimento irrinunciabile per tutta la Toscana nell’ambito del calcio dilettantistico e giovanile.

Si trattava allora di uno dei primi organi di informazione in Italia a dedicarsi a questo settore, tanto da diventare presto un punto di osservazione privilegiato non soltanto sul calcio “minore” ma anche sulle trasformazioni sociali ad esso connesse, oltre a rappresentare un primo accesso alla professione per generazioni di giornalisti fiorentini e toscani.

La fortunata formula editoriale – che esplora il mondo fino ad allora poco raccontato del calcio minore dilettantistico e giovanile – travalica appunto i confini dello sport e assume connotati più spiccatamente sociali, come annoterà lo storico Paul Ginsborg, portandolo ad esempio nazionale nella sua analisi dell’Italia “del tempo presente”, ovvero quella degli anni ’80 e ’90, soffermandosi sul rapporto tra società civile e cultura di massa:

Negli anni ’90 una città come Firenze poteva vantare un settimanale di 30 pagine, “Calciopiù” [...], quasi interamente dedicato al calcio non professionistico locale e regionale, e in cui si potevano trovare informazioni particolareggiate su circa 100 gironi di ogni categoria. Il “gioco profondo” in questo caso non era tanto, come lo aveva originariamente inteso Bentham, un gioco a elevato margine di rischio, ma un gioco a elevata penetrazione sociale2.

1. Le fonti

Per il reperimento di materiali sulla stampa sportiva toscana sono state fondamentali le raccolte dei periodici della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e, soprattutto, della Biblioteca Marucelliana di Firenze.

In assenza di fonti scritte sulla storia di questa testata, indispensabili sono stati le voci e i ricordi di chi ha vissuto gli anni della nascita e della crescita di «Calciopiù». Queste pagine non sarebbero state possibili senza la disponibilità e la gentilezza di molte persone, citate in ordine cronologico di apparizione nella storia della testata e quanto mai necessarie per rimettere a posto i vari tasselli del puzzle: Saverio Pestuggia, primo caporedattore di «Calciopiù»; Andrea Grassi, che alla tipografia Cesat ha visto nascere già il primo numero; Sonia Nuzzi, fedele testimone di tutto il percorso da cronista in adolescenza a condirettrice nell’età adulta; Edoardo Novelli, storica firma del calcio toscano e protagonista tra «Brivido Sportivo» e «Calciopiù»; Massimo Curradi, anche lui inviato del settimanale e grande esperto del mondo calcistico regionale; Lorenzo Bosi, vicedirettore del giornale in giovane età e oggi, tra le altre cose, presidente della Rondinella Marzocco, seconda squadra cittadina; Fulvio Brandigi, a lungo condirettore, comproprietario e memoria storica della testata; Andrea Galastri, attuale editore e direttore; e infine Benedetta Ghelli, Lorenzo Martinelli e Samuele Tofani, cronisti che, cresciuti “in casa”, continuano a portare avanti la tradizione di «Calciopiù» con lo sguardo aperto al futuro. Purtroppo non è stato possibile parlarne con quello che è stato il più importante protagonista della sua storia: Alessio Facchini, direttore per un trentennio, scomparso proprio nei giorni in cui cominciavano i lavori per questo articolo. Chi scrive ha fatto parte della redazione di «Calciopiù» dal 1995, giovane studente ginnasiale, al 2017: su questa parte delle vicende sono state utili così anche le memorie personali.

2. La nascita della testata

Il primo direttore responsabile di «Calciopiù» è il trentacinquenne Massimo Polverini, di professione assicuratore, ma soprattutto volto noto nelle prime tv locali e già protagonista nell’ultimo decennio di diverse vicende editorial-sportive sulla piazza fiorentina. Sono proprio gli uffici della sua agenzia di via Benedetto Marcello, nella zona di San Jacopino, a ospitare la prima eroica redazione del settimanale nelle ore del tardo pomeriggio domenicale.

Insieme a lui, come soci in questa avventura, ci sono Giancarlo Aglietti, imprenditore nell’ambito dell’elettronica, e Mario Ciuffi, che poi per decenni sarà un personaggio iconico del tifo viola.

Il caporedattore è il poco più che ventenne Saverio Pestuggia, destinato poi a diventare una delle voci radiofoniche più conosciute sulla Fiorentina e a fondare nel 2002 «viola-news.com», uno dei primi siti giornalistici dedicati esclusivamente alla Fiorentina. Pestuggia ricorderà poi:

Nei primi anni Ottanta collaboravo a Tuttotifo con Massimo Polverini e Sandra Niccolini, ricordo che subentrarono dei problemi e la rivista fu ceduta a un altro editore. Così mi venne l’idea: perché non creiamo un giornale che racconti di dilettanti e di settore giovanile? Giocavo a pallone e nessuno parlava di me, mancava un giornale di questo tipo. Ne parlai con Polverini e fu d’accordo: da qui comincia la storia di Calciopiù3.

Tra le firme che più spiccano nel primo numero ci sono sicuramente quella di David Guetta, futura voce storica della Fiorentina alla radio e che proprio in quegli anni aveva avviato su Radio Blu il «Pentasport», trasmissione a tinte viola ancora oggi tra le più seguite su Radiobruno, e quelle dei fratelli Ruben e Massimo Lopes Pegna, il secondo dei quali pochi anni dopo avrebbe varcato l’Oceano per diventare per un trentennio corrispondente dagli Stati Uniti per la «Gazzetta dello Sport». Uno spazio dedicato agli spettacoli è invece a cura di Gianfranco d’Onofrio, apprezzato autore e conduttore de «I’ Grillo Canterino», programma irriverente di metà degli anni ’50 su Radio Firenze, durato fino agli anni ’70, e poi passato in tv a Canale 48. Molti di questi protagonisti della nuova iniziativa editoriale – Polverini, Pestuggia, Guetta, d’Onofrio – sono stati fino a poche settimane prima firme di «Tuttotifo-Sport7», di cui diremo meglio più avanti.

Dopo pochi numeri arriverà in redazione anche un giovane cronista alle prese con il servizio di leva, esperto di ciclismo e iniziato al calcio dal padre fondatore della società dilettantistica A.C. Calenzano, Alessio Facchini. Facchini scriveva già di calcio dilettantistico per «La Nazione»: diventerà subito una delle colonne del settimanale, seguendo da vicino il Torneo di Viareggio vinto proprio dalla Fiorentina guidata da Vincenzo Guerini, per poi diventarne il direttore per oltre un trentennio.

La vicenda editoriale di «Calciopiù» è strettamente legata all’inizio a quella di TVR, l’emittente fondata nel 1979 da Paolo Salvi (e conosciuta come «la tv del pallino» per via del logo), trasferitasi poi l’anno seguente a Pratilia, il primo storico centro commerciale toscano. Su questo canale è ospitata allora la celebre trasmissione sportiva «Calcio di rigore», del lunedì alle 20, cui seguono in settimana gli appuntamenti del giovedì con «Panorama sport» e del sabato con «Panorama sport più»4. Da questo canale verrà pubblicizzata nel gennaio del 1982 l’imminente uscita del nuovo settimanale.

La foliazione a 16 pagine (qualche volta a 20) in questa prima fase di «Calciopiù» è così articolata: tre o quattro facciate dedicate alla Fiorentina, soprattutto con commenti e interviste agli stessi calciatori, allora sicuramente più facili di oggi da realizzare, senza troppi filtri comunicativi. Tre o quattro pagine sono riservate ai dilettanti, dalla Promozione alla Seconda Categoria (nei gironi di ambito fiorentino), molto spesso con interviste ai protagonisti e altri approfondimenti (considerando che il lunedì brevi cronache di quelle partite di solito sono già apparse su «La Nazione»). Altrettante pagine sono per il settore giovanile, tra campionati regionali e provinciali, Allievi e Giovanissimi (di area fiorentina e pratese), fino ad enti promozionali come Arci e Uisp, con puntate sugli amatori e perfino sul calcio femminile. Per ogni partita viene riportato il “tabellino” completo: formazioni, nome dell’arbitro e marcatori. In qualche caso ci sono alcune righe di commento.

Altre tre o quattro pagine sono sugli altri sport: boxe, arti marziali, rugby, ciclismo, tennis, sci, podismo, canottaggio, pallamano. In questi casi, si va dal racconto di un particolare evento alla descrizione di una specifica realtà sportiva, fino a qualche cronaca di match (come per il Cus Firenze di rugby). Tra i primi inserti speciali che verranno pubblicati, ci sarà quello per la finale del campionato italiano di pugilato per i pesi medi, all’allora Teatro Tenda, tra Ardito e Salvemini. L’ultima pagina è solitamente riservata a vari argomenti extrasportivi: dallo spettacolo all’umorismo, fino all’oroscopo.

Insomma, un panorama più o meno completo di tutto quello che nello sport accade nella provincia di Firenze, con robuste puntate sulla zona pratese e della cosiddetta Piana fiorentina (comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio), che sarà sempre uno dei “fortilizi” del settimanale (Prato è d’altra parte a quei tempi ancora sotto la provincia di Firenze: diverrà autonoma solo nel 1992).

Scrive nel primo numero Gigi Boni, tra i fondatori del Centro di Coordinamento dei Viola Club e volto conosciutissimo nell’ambiente gigliato: «Questo giornale spazierà su vari settori delle attività sportive ed in particolare sulle giovanili con largo orizzonte per dare spazio a tante piccole ministorie domenicali che interessano ed appassionano».

Per quanto riguarda le immagini, sono molti gli scatti in bianco e nero soprattutto sulla Fiorentina e i suoi protagonisti, realizzati inizialmente dal fotografo Angiolo Scarpellini, oltre a foto di squadra del settore giovanile.

Il giornale viene stampato dagli impianti della Cesat, in via Faenza, una delle tipografie più attive, da cui esce la maggior parte delle testate sportive locali di quel periodo. Nella mattinata del lunedì la redazione del settimanale si trasferisce in tipografia per seguire tutte le fasi dell’impaginazione, allora completamente artigianale: si comincia dalla ribattitura di tutti i testi grazie al lavoro delle tastieriste e si passa per la fotocomposizione in camera oscura, fino al montaggio e alla stampa.

3. Nel pieno del boom dell’informazione locale e di quella sportiva

«Calciopiù», al momento della sua uscita, intercetta e cavalca due fenomeni editoriali in rapida ascesa: la crescita dell’informazione locale – particolarmente evidente a Firenze – e il vero e proprio boom dell’informazione sportiva, comune a tutta la penisola e destinato a crescere ancora sulla spinta dell’imminente Mondiale di Spagna vinto dall’Italia.

A Firenze è sorto nell’aprile del 1980 un nuovo quotidiano che si affianca a «La Nazione» e che precede di qualche anno il futuro inserto cittadino di «Repubblica» (che aprirà invece soltanto nell’ottobre del 1988). Si chiama «La Città», fondato dal rampante editore Mauro Ballini, già proprietario di un piccolo gruppo composto da tv e radio (Telelibera Firenze e Radiolibera Firenze5), cui perfino Silvio Berlusconi chiederà un intervento ai tempi di Telemilano. «La Città» – che ha sede a Campo di Marte e che ha tra i suoi collaboratori il decano dei giornalisti sportivi fiorentini Giordano Goggioli, in gioventù capitano azzurro della nazionale di pallanuoto6 – grazie anche a un prezzo in edicola molto ridotto rispetto alla concorrenza, riuscirà a raggiungere per un certo periodo perfino le 20.000 copie giornaliere vendute. Nel 1985 sarà poi assorbito dal gruppo dei «Corrieri» di Leonello Mosca, diventando prima «Città-Corriere di Firenze» e quindi «Città-Gazzetta di Firenze», finendo poi per chiudere, dopo alterne vicende, nel 1992.

Scrive Paolo Ciampi in una delle più puntuali analisi dell’editoria cittadina di quel periodo:

La proliferazione delle testate locali non si spiegherebbe senza la fame di un’informazione più diretta, più ravvicinata, più concreta; senza la voglia di saperne di più sulla propria città e, in un certo senso, anche di leggersi sul giornale, con il quartiere e la parrocchia, con l’associazione di volontariato e la squadra di pallavolo amatoriale; senza l’esigenza di testate in grado di fare meno politica e più cronaca e magari di intrecciare un dialogo stretto con i propri lettori7.

Sul versante sportivo è invece altrettanto chiaro Paolo Murialdi, nel descrivere ciò che succede in quel periodo in Italia:

La tendenza al rialzo, che comincia a manifestarsi tra il 1980-81, e che riceve una poderosa spallata con la vittoria dei calciatori italiani nel Mundial 1982, ha i connotati di un vero e proprio boom. In sette anni – dal 1976 al 1982 – la diffusione dei fogli sportivi è raddoppiata. […] Le ragioni del boom sono molteplici. In parte sono di natura politico-sociale: il desiderio di evasione, il distacco dalla politica e altri stati d’animo simili. In parte sono il frutto di abilità e spregiudicatezza giornalistica. Un fattore importante è stato l’aumento delle trasmissioni sportive delle televisioni. Invece di provocare un senso di saturazione, lo sport in Tv ha avuto un effetto di traino alimentando l’interesse e la curiosità del pubblico»8.

Ancora più eloquente il fiorentino Oliviero Beha, che scrive così già in quegli anni ’80:

E che cosa vedono in Tv, sentono per radio, leggono sui giornali gli italiani? Essenzialmente calcio. Un terzo del totale di tirature e vendite dei quotidiani, la più o meno solita, misera somma inferiore a 6 milioni di copie divise per 57 milioni di cittadini, è infatti fatta dei giornali esclusivamente sportivi, cioè calcistici, il quotidiano leader essendo, in assoluto, la “Gazzetta dello Sport”. E di che parlano di italiani, in pubblico e in privato? Tranquilli, essenzialmente di calcio. Stiamo vivendo gli anni del pallone9.

4. I precedenti in Toscana

Se la congiuntura storica è probabilmente uno dei motivi del suo successo editoriale e della sua longevità, vero è che però la nascita di «Calciopiù» non è qualcosa di improvviso. È piuttosto il prodotto più maturo e meditato di tutta una serie di esperienze precedenti, degli anni immediatamente prima di quel 1982. Sarebbe senz’altro molto auspicabile per il futuro uno studio dell’informazione sportiva indipendente di quegli anni, sul filo di una pubblicistica spesso oggi difficile da reperire nelle biblioteche e negli archivi, a causa anche di una periodicità spesso frammentaria tra iniziative di breve durata, incorporamenti, sospensioni e riprese a distanza di tempo.

Di calcio professionistico, con incursioni più o meno sistematiche nel mondo dilettantistico o negli altri sport, si scrive su varie testate, già dal principio degli anni ’70. Al 1969, anzi, risale «Toscana sport critica», mensile diretto da Ferdinando Brancato, con cui collaborano futuri professionisti di lungo corso come Athos Di Clemente e Sandro Bennucci. Il sottotitolo è «La rivista degli sportivi toscani» ma nel breve volgere di pochi numeri prenderà quello di «La rivista degli sportivi e tifosi di calcio» e poi di «Periodico indipendente del calcio nazionale».

Il «Brivido Sportivo» è una delle più antiche testate sportive italiane, comparsa a Firenze nel dicembre del 1927, come supplemento «umoristico illustrato» al settimanale «Il Brivido», per la direzione dell’originale disegnatore Alberto Manetti10. Scomparso nel 1941 e ripreso nel 1968, il «Brivido sportivo», sotto la gestione di Paolo Melani (1930-2012), che nel maggio del 1982 sarà l’autore del leggendario slogan della tifoseria fiorentina «Meglio secondi che ladri», è diventato un settimanale di critica e attualità molto popolare in città. Nella sua redazione sono cresciuti tanti giornalisti sportivi fiorentini che si sono poi affermati nel panorama nazionale: Luca Calamai, Mario Sconcerti, Manuela Righini, Massimo Sandrelli, Alberto Polverosi, Franco Ligas, Alessandro Bocci, Carlo Pallavicino (poi noto procuratore), Gianluca Tenti, Alessandro Fiesoli, Maurizio Naldini, Marcello Mancini, Laura Alari e tanti altri. Il settimanale si occupa prevalentemente della Fiorentina, delle altre società toscane nelle categorie professionistiche (dall’Arezzo alla Carrarese, dal Livorno al Montevarchi), con incursioni in altri sport (dal pugilato alla pallamano, dal ciclismo al basket) ma non manca qualche cronaca del settore giovanile delle società fiorentine, pur senza una vera e propria sistematicità. Ad occuparsi spesso di quest’ultimo settore è Edoardo Novelli, che poi sarà a lungo, in vari archi temporali, una colonna di «Calciopiù».

Il più diretto antecedente di «Calciopiù» è però senz’altro da individuarsi in «Anteprima dello Sport» (il cui antenato era stato a sua volta «Valdarno sport», in senso più locale, legato alla zona del Valdarno inferiore e free press ante litteram), «settimanale d’informazione sportiva», dedicato a «tutto lo sport dilettantistico toscano» nato a Cerreto Guidi all’inizio della stagione sportiva 1974-’75 per opera di Spartaco Gozzi, già presidente della squadra calcistica di Fucecchio, ideatore del palio calcistico dei bar della stessa città e poi grande promotore culturale e civico del suo territorio11.

Per la prima volta, una testata toscana è dedicata interamente al mondo del calcio dilettantistico (e in parte giovanile), dalla Promozione alla Seconda Categoria e agli altri sport, senza un taglio principale che riguardi la Fiorentina o comunque il calcio professionistico, che solitamente faceva da traino al resto. In formato lenzuolo, stampato alla Tipografia Nazionale di Firenze, dimostra grande sforzo editoriale rivolto a tutto il territorio regionale, con una notevole raccolta pubblicitaria e una sensibile crescita nel corso degli anni. Si tratta di una rivista di spessore, che anticipa i temi dell’editoria sportiva successiva che saranno cavalli di battaglia di «Calciopiù» un decennio dopo: dedica speciali redazionali alle singole società (con l’aiuto di sponsor specifici), presenta inchieste, segue le rappresentative regionali, si occupa di politica sportiva, dedica spazio crescente al ciclismo, riserva una pagina specifica allo sport femminile (la nutrita rubrica si chiama «Donna e sport»), si lega a una tv locale (TV Valdarno), organizza una Festa dello Sport Dilettantistico, allarga alla Serie D (arrivando a 32 pagine, anche se con un netto rialzo del prezzo di copertina), affronta tematiche sicuramente all’avanguardia (come il rapporto tra calcio giocato e calcio televisivo nell’inchiesta La T.V. e lo Sport, nuovi problemi con le trasmissioni via cavo del gennaio 1976). Tra i collaboratori della testata – ogni singolo paese toscano o quasi ha un suo corrispondente – il giovanissimo Alberto Polverosi, futura firma del «Corriere dello Sport-Stadio», e quel Massimo Polverini che sarà proprio il fondatore di «Calciopiù». Polverini diventerà poi protagonista di altre due testate che saranno i più diretti progenitori di «Calciopiù»: ovvero «Sport 7» e «Tuttotifo».

«Sport 7» è diretto dall’allora giovane Massimo Sandrelli, uno dei più attivi giornalisti fiorentini tra carta stampata, radio e tv, e ha come vice Polverini e tra i collaboratori Luca Calamai che poi diventerà vicedirettore della «Gazzetta dello Sport». Esordisce nel 1976, con una periodicità variabile (iniziando con numeri unici ma poi diventando settimanale nel ’79, con giorno d’uscita il mercoledì) e vanta tra i «collaboratori speciali» Maurizio Barendson, Giovanni Arpino e Giancarlo De Sisti, occupandosi anche di basket, motori, pallanuoto, oltre che di calcio dilettantistico, giovanile e con puntate sugli enti promozionali. Nel ’79 la testata ha come direttore Polverini e la redazione è proprio in quella via Benedetto Marcello che ospiterà «Calciopiù». «Sport 7» si ripropone adesso come inserto di «Tuttotifo», notiziario a distribuzione gratuita a cura dell’Associazione Centro Coordinamento Viola Club, ma di fatto settimanale a grande tiratura (intorno alle 15.000 copie, che poi diventeranno addirittura 50.000, distribuite allo Stadio Comunale e nei locali pubblici fiorentini) che, al fianco del notiziario dei vari viola club e agli articoli dei protagonisti storici del tifo come Fantappiè, Ciuffi, Tanturli e Boni, approfondisce il mondo del calcio locale e dello sport (dalla boxe al tennis), arrivando a 16 pagine molto ricche e sempre più articolate. L’ultima progenitrice di «Calciopiù», con un viola squillante nella testata e nei richiami delle pagine interne, continuerà le pubblicazioni dopo le dimissioni di Massimo Polverini nel novembre 1981: il nuovo direttore scelto dall’editore Mauro Poggiali sarà Athos Di Clemente. Scrive Poggiali nel presentare il nuovo direttore: «Massimo Polverini, per suoi motivi, ha rassegnato le dimissioni che sono state accettate. Desideriamo ringraziare il Direttore che ci lascia per l’opera svolta fino ad ora e riteniamo doveroso ricordare che la nascita del giornale fu una sua idea»12.

5. Fuori dalla Toscana

Anche in altre regioni italiane, tra gli anni ’80 e gli anni 2000, si sono registrate esperienze analoghe di varia durata. Le più significative sono state quelle di «Minigoal», in Liguria, di «Sprint e Sport» in Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia e più recentemente de «La Gazzetta regionale» nel Lazio: soltanto le ultime due ancora presenti oggi in edicola con la loro versione cartacea come «Calciopiù».

«Minigoal» fu fondato a Genova nel 1980 da Pantaleo «Lino» Di Vincenzo e oggi è leggibile online ogni martedì13. «Sprint e Sport» è l’erede di quel «Piemonte Sportivo», nato a Torino nel settembre 1957, sotto la direzione dell’ex ciclista Aristide Tutino e grazie al politico ed editore Ennio Pedrini: alla fine degli anni ’90 si è poi unito con quello che era «Sport e sport», aprendosi nel 2004 anche all’area lombarda14. La «Gazzetta regionale» è invece un quotidiano sportivo locale fondato nel 2014 da giovani giornalisti e focalizzato sullo sport dilettantistico e giovanile, con una edizione cartacea regionale15, che ha riempito lo spazio lasciato libero dal «Corriere laziale», fondato nel 1973 da Eraclito Corbi e poi fallito nel 2016.

6. I primi anni e lo sviluppo del giornalismo partecipativo

Fin dai primi anni «Calciopiù» dimostra una grande capacità di innovazione e di allargamento dei propri orizzonti. Se con il passare del tempo la Fiorentina perderà progressivamente la sua centralità sulle pagine, proporzionalmente si allargherà sempre di più il panorama sul mondo dei dilettanti e del settore giovanile, arrivando a edizioni a 32 pagine a mille lire di costo. Il ciclismo conquisterà spazio, a scapito degli altri sport (destinati poi a scomparire del tutto o quasi) aggiungendosi per un periodo a margine della testata (diventando una sorta di «Calcio più ciclismo»), con i servizi di Antonio Mannori e Sergio Brotini e le foto del mitico «Gastone», al secolo Mario Profeti.

Quello che si cerca sempre di più, fin dai primi anni di vita, è la personalizzazione del prodotto: dalle classifiche di rendimento dei singoli giocatori alle votazioni dei lettori (con scheda da consegnare o spedire in redazione): «I giovani che contano» e la «Società più» (ma c’è stato anche il «podista più»), fino alla «borsa dei Dilettanti». Non mancano i titoli ad effetto («Falcao è viola», 7 giugno 1983: il brasiliano ha vinto lo scudetto con la Roma solo qualche settimana prima) mentre presto compaiono anche le pagelle dei singoli giocatori.

Già dall’esordio inoltre era in atto una ampia partecipazione degli attori sportivi alla redazione del giornale, iniziando una sorta di «giornalismo partecipativo» ante litteram, grazie al quale collaborano alla costruzione del giornale anche dirigenti, allenatori o gli stessi calciatori, dando il loro contributo direttamente con la cronaca oppure aiutando nel reperimento dei dati necessari.

L’invito «Telefonaci il risultato della tua squadra» – in un mondo in cui il massimo della tecnologia è rappresentato dalla rete fissa e dal fax – sembra anticipare di almeno tre decenni quello che succederà poi con i portali sportivi futuri, ovvero l’inserimento e aggiornamento in tempo reale dei risultati da parte degli utenti. Di «forme di scrittura condivisa» ha parlato Cosimo Di Bari, che di «Calciopiù» è stato a lungo redattore16.

Alcuni dei temi affrontati con interviste e inchieste diventeranno dei fili conduttori anche per gli anni a venire: dallo svincolo alla figura dell’allora mediatore (poi procuratore). Nascono in questi anni ’80 anche le prime «pagine speciali», ovvero approfondimenti su alcune realtà sportive, in forma di redazionali (spesso a pagamento o coperte da pubblicità tematiche), mentre è sempre più presente il calciomercato, anche del settore giovanile. Il tono è vivace: raccoglie molte voci, indiscrezioni, dietro le quinte, pubblica foto di squadra di ogni categoria e brevi ritratti di tanti calciatori.

Il territorio coperto è sempre più vasto: non più solo Firenze ma presto anche le zone di Empoli, Prato, Pistoia, non soltanto in concomitanza dei campionati di carattere regionale ma proprio nel racconto delle proprie realtà provinciali. Ci sarà anche una doppia uscita settimanale nel finale degli anni ’80, mentre a metà del decennio per un periodo «Calcio-più» acquisisce, affiancandolo anche nella testata, il marchio del «Brivido Sportivo», l’antico settimanale che aveva rischiato di scomparire.

7. La svolta del ’90

Anno significativo per il calcio italiano – che allora organizza il Campionato del Mondo, con ben quattro partite ospitate a Firenze, tra cui lo storico quarto di finale tra Jugoslavia e Argentina che ha avuto risonanze anche letterarie17 – il 1990 rappresenta un momento fondamentale anche per la storia di «Calciopiù» e le sue vicende future.

A inizio anno, la grande novità era stata la distribuzione del giornale – stampato adesso nella zona dell’Osmannoro dalla Nuova Cesat, erede della prima tipografia – in tutta la Toscana, accrescendo il numero di pagine, pur a scapito della doppia edizione settimanale. Una volontà di rafforzamento che fa scrivere al direttore Polverini di una testata «lanciata verso gli anni Duemila», sempre nel rispetto di una impresa editoriale indipendente:

Senza il compiacimento di personaggi legati alla finanza o a partiti politici, abbiamo costruito, sulle basi più concrete della volontà, una testata solida e in grado di fare opinione. Un mezzo d’informazione all’avanguardia anche per quanto concerne i principi della tecnologia avanzata. La precisione nell’informare è per noi pari alla consapevolezza di esistere e di progredire18.

Proprio nel periodo estivo, però, c’è una forte cesura: il fondatore Massimo Polverini, diventato nel frattempo direttore responsabile anche di Tele 90, nuova televisione a circuito nazionale del Gruppo System Color Spa, non senza polemiche lascia il settimanale, che muta così in una volta sola anche proprietà e sede redazionale. Le quote di maggioranza saranno degli imprenditori Ubaldini, mentre a firmare il giornale è Alessio Facchini che da quel momento, fino alla sua morte nell’autunno del 2024, diventerà una vera e propria personificazione di «Calciopiù». La redazione invece si trasferisce definitivamente nella zona di Campo di Marte, a poche centinaia di metri dallo Stadio Franchi: in via Caselli al numero 14, precedentemente sede di RadioLibera Firenze, con cui si erano intensificati i rapporti nei secondi anni ’80.

Nel primo numero della nuova direzione, Facchini ribadisce alcuni concetti:

«Calciopiù deve essere una “voce” libera e informata del calcio dilettanti e giovanile. Deve essere al servizio dei lettori e deve cercare di mantenere un contatto diretto con quelli che il martedì tradizionalmente acquistano questo giornale. […] Calciopiù non deve solo proporsi come richiamo di quello che è successo nel fine settimana ma deve far capire anche tutto quello che circonda l’avvenimento»19.

In quegli anni il Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti è governato da un quarto di secolo dal carrarese Piero Angelini, ex arbitro di Serie A, in carica dal 1966. Pochi mesi dopo il cambio alla direzione di «Calciopiù», arriva il fermo endorsement della testata al fianco del «Movimento Dilettanti 90» che si prefigge di svecchiare il palazzo federale e soprattutto di portare avanti le istanze delle società stesse. A presiederlo è il quarantacinquenne Innocenzo Mazzini, medico e allora presidente della società cittadina del Firenze Ovest. Nel 1992, grazie anche al sostegno sulle colonne di «Calciopiù», diventa presidente regionale: poi sarà presidente del Settore Giovanile e Scolastico nazionale nel 1997 e infine, nel 2004, vicepresidente della Figc.

Intanto, che la separazione con Polverini non sia stata indolore si capisce da quello che succede nel 1992 quando l’ex direttore e proprietario avvia una nuova impresa in concorrenza con «Calciopiù»: ovvero quel «Tutto 7», mensile apparso nel maggio del 1992, di nuovo nella redazione di via Benedetto Marcello, con una impostazione ben simile ma destinato a sospendersi dopo pochi numeri.

Gli anni ’90 rappresentano comunque un decennio di grande evoluzione del giornale, che da un lato si fa sempre più preciso e puntuale nelle sue cronache (molto più numerose che alle origini, grazie anche alle innovazioni tecnologiche, come la diffusione dei primi telefoni cellulari), mentre dall’altro resta decisamente aperto al confronto di idee e alle opinioni, con tanti editoriali, corsivi, riflessioni, inchieste, prese di posizione anche a livello nazionale. E non mancano le prime pagine dedicate a quello che succede nel mondo, come gli inviti alla pace dopo lo scoppio della Guerra del Golfo nel 1991 (succederà lo stesso anche dopo l’11 settembre 2001), o, nel 1995, la contestazione per gli esperimenti nucleari francesi a Mururoa (che aveva creato dissapori tra calciatori professionisti e Lega Calcio). È un periodo anche di grande sperimentazione, per una redazione giovane e curiosa: dal feuilleton social-sportivo avviato dal direttore Facchini alle rubriche di libri, musica e cinema, per pagine in cui convivono recensioni sui dischi dei Red Hot Chili Peppers e le consuete cronache dei campionati provinciali. È in questo frangente, tornando al calcio giocato, che nasce anche la rubrica sui “calciatoripiù” che chiude ogni cronaca: ovvero l’indicazione dei migliori in campo secondo il cronista. Una consuetudine che continuerà a lungo su quelle colonne, riscontrando la piena soddisfazione da parte dei lettori e dei protagonisti.

Tutto questo mentre il calcio sta cambiando pelle, con riflessi che dal mondo dei professionisti giungeranno a larghe falcate fino a quello dei dilettanti: dall’arrivo della pay-tv in Italia nel 1993 alla sentenza Bosman del 1995.

8. Le firme di «Calciopiù»

Nel corso dei quarant’anni di storia, specie nell’epoca pre-internet, la redazione di «Calciopiù» è stata una delle porte d’ingresso preferenziali al mondo del giornalismo per generazioni di aspiranti cronisti, molti destinati a prendere la tessera dell’Ordine e alcuni poi a fare anche molta strada nel professionismo, non necessariamente soltanto nel settore sportivo.

Da «Calciopiù» hanno iniziato la loro carriera due futuri corrispondenti negli Stati Uniti come Massimo Lopes Pegna e Massimo Basile, ma anche Marco Bucciantini20, oggi volto noto del calcio di Sky. Dalla redazione di via Caselli hanno mosso i primi passi Laura Bandinelli21, futura firma de «La Stampa» e addetta stampa del Milan, e Sara Meini22, apprezzato volto del giornalismo Rai toscano e nel 2017 terza donna della storia del calcio italiano, dopo Nicoletta Grifoni (nel 1988) e Gabriella Fortuna, a fare la radiocronaca di una partita di Serie A su Radio Rai.

9. Nel nuovo millennio

Le nuove sfide editoriali del terzo millennio verranno raccolte da un «Calciopiù» che, nella sua società editrice, la «Progresso 3 Srl» ha visto l’ingresso al fianco di Facchini, tra la fine del ’99 e l’inizio del 2000, di Fulvio Brandigi, arrivato in via Caselli qualche anno prima nella veste di giornalista, dopo gli esordi nella redazione sportiva de «La Città». L’accoppiata segnerà le sorti di un ventennio molto importante per la testata: Facchini sempre più concentrato nel ruolo di direttore responsabile e attento alle vicende della politica federale in ambito nazionale e locale, dove si registrerà l’ascesa di Fabio Bresci, dirigente calcistico che per un lungo periodo era stato anche corrispondente da Rufina per il già citato «Anteprima Sport»; Brandigi, invece, dedicato più all’aspetto gestionale e imprenditoriale tout court, nel contesto di una redazione sempre più folta e specializzata, mentre dalla fine del millennio anche l’impaginazione verrà svolta direttamente in redazione, grazie a importanti investimenti nel settore tecnologico e informatico.

Non è questo il luogo per ricostruire dettagliatamente ogni singolo passaggio nell’evoluzione di una testata che ha sempre privilegiato il cartaceo, ritenuto indispensabile per la sopravvivenza di una struttura molto articolata.

Le tappe successive nell’espansione del giornale saranno la nascita di due edizioni per buona parte della stagione sportiva (una locale per Firenze e Prato, l’altra regionale per le altre province trattate dal giornale, ovvero Pistoia, Pisa, Arezzo, Siena): «Calciopiù» è sempre più leader incontrastato del calcio dilettantistico e giovanile toscano, incalzato soltanto dalle storiche edizioni sportive del lunedì dei vari dorsi regionali, dedicate però quasi esclusivamente alle prime squadre, senza molto considerare l’attività giovanile (da «La Nazione» al «Tirreno»). Nel corso degli anni, però, non sono mancati i tentativi di intraprendere iniziative simili, di maggiore o minore durata. Se negli anni ’90 e nei primi anni 2000 i concorrenti maggiori sono stati quelli cartacei, come il fugace «Open Sport», più avanti sarà soprattutto il «Corriere di Firenze» che per un lungo periodo contenderà lettori a «Calciopiù» forte di un poderoso fascicolo tutto dedicato al calcio locale, anche giovanile, sfruttando l’edizione del lunedì, cioè in anticipo di 24 ore sulla tradizionale pubblicazione di «Calciopiù» del martedì.

Il dato delle vendite, almeno nel primo decennio del 2000, resta sicuramente molto importante, raggiungendo anche vette intorno alle 8.000 copie. Imponente, d’altra parte, è il materiale che la redazione mette a disposizione del lettore ogni settimana: nel periodo di maggior attività dei campionati, si può raggiungere quasi un migliaio di tabellini di partite, dalla Serie D alla Scuola Calcio, passando per i campionati giovanili nazionali (come la Primavera), regionali e provinciali. Si tratta di qualcosa come diverse decine di migliaia di atleti, allenatori e arbitri citati sulle pagine, in una completezza del quadro che è sempre più minuziosa, con l’idea che a ogni giocatore citato possa corrispondere una copia venduta.

Dall’inizio degli anni 2000, lo sviluppo di internet ha posto «Calciopiù» davanti a un bivio: seguire l’orizzonte inesplorato delle nuove tecnologie oppure andare avanti sul solco tradizionale cartaceo, nonostante l’erosione sempre più consistente in fatto di copie vendute in edicola. Fin dai primi Duemila, il settimanale si dota, tra i primi nel suo settore, di un sito internet (che poi diventerà presto «calciopiu.net»), utilizzando questo canale però soprattutto per i materiali non pubblicati sul cartaceo, per l’aggiornamento quotidiano nel corso della settimana e per alcune dirette testuali dai campi sportivi, piuttosto all’avanguardia per il periodo, soprattutto in occasione di eventi infrasettimanali, come le partite di Coppa. All’interno del sito internet, registra grande successo il forum in cui gli utenti possono discorrere, spesso in maniera anche accesa, di vari argomenti e che permette una interazione intensa in un periodo storico in cui non esiste ancora il concetto di social media. Sempre sul fronte informatico, nel 2015 nascerà l’edizione digitale del giornale (sul portale calciopiu.org), sfogliabile su pc o smartphone nella stessa versione cartacea. Nell’ultimo decennio, poi, la concorrenza è arrivata soprattutto dal web e da alcuni portali che, spesso in tempo reale, possono informare gli utenti su risultati, marcatori e classifiche dei campionati dilettantistici e giovanili.

Parallelamente al giornale, non mancano altre iniziative, come l’organizzazione della «Notte delle Stelle», prima a Calenzano e poi a Sesto Fiorentino (una sorta di serata degli oscar del calcio dilettantistico e giovanile, per celebrare la fine della stagione sportiva) e la stampa delle prime edizioni dell’«Almanacco del Calcio Toscano», nato su idea di Andrea L’Abbate.

Intanto alla fine degli anni ’10, ecco l’arrivo del colore in prima pagina che esalta finalmente le immagini di Antonio Badalucco, il cui obiettivo ha ritratto migliaia di calciatori e squadre nel corso di decenni di calcio toscano.

Nel 2018 la redazione cambia sede, spostandosi in via XX Settembre, dopo l’ingresso in società di Andrea Galastri, già editore di «Toscana Tascabile»: Facchini resta il direttore fino alla morte, nell’autunno del 2024, mentre Brandigi ha lasciato l’azienda nel 2019.

Le trasformazioni editoriali degli ultimi anni riguardano la scelta di una sola edizione, full color, l’apertura di uno spazio dedicato a ogni singola provincia toscana, mentre il giornale viene stampato per la prima volta nella sua storia fuori dai confini regionali. Attualmente dello stesso gruppo editoriale fanno parte il mensile «Toscana Tascabile», riferimento per gli eventi in Toscana, le testate online «Eventi in Toscana» e «Firenze news», mentre è stato da poco acquisito anche il portale «campionando.it», creato nel 2008 dal livornese Riccardo Belli, e con cui da qualche anno andava avanti una partnership, tanto da aver inglobato al suo interno lo storico «calciopiu.net»: il portale ospita risultati, classifiche, marcatori e alcune cronache delle gare dei campionati dilettanti dalla Serie D fino alla Terza Categoria e di tutti quelli giovanili professionistici, regionali e provinciali, oltre a quelli femminili di Serie B, C, D e giovanili, utilizzando per la diffusione anche la app per dispositivi mobili, attiva dal 2014.


  1. 1 De Sisti: Per lo scudetto ci siamo anche noi, in «La Nazione», 11 gennaio 1982.

  2. 2 P. Ginsborg, L’Italia del tempo presente. Famiglia, società civile, Stato. 1980-1996, Torino, Einaudi, 1998, p. 220. Sul tema delle valenze ‘ulteriori’ del calcio giovanile, si legga il recente romanzo Wu Ming 4, Il calcio del figlio. Storia di genitori, figli e pallone, Roma, Edizioni Alegre, 2025.

  3. 3 B. Ghelli, La fondazione: l’idea di Saverio Pestuggia, in «Calciopiù», 19 gennaio 2021.

  4. 4 E. Ceccarelli, TVR Teleitalia: dalla nascita al matrimonio. Storia, personaggi, curiosità e aneddoti, Firenze, Romano, 2009.

  5. 5 Sulle vicende della radiofonia locale, preziosi sono tutti i lavori di Massimo Emanuelli, come Alza la tua radio per favor. Storia delle Radio Libere italiane di ieri e di oggi (emittenti FM, WEB e DAB), in corso di stampa per Gammarò. Tantissimo materiale, anche iconografico si trova sul blog dello stesso autore: massimoemanuelli.com.

  6. 6 Sulla sua personalità, cfr. R. Paloscia, M. Sandrelli, Giordano Goggioli. Atleta, giornalista, dirigente, Firenze, Polistampa, 2008.

  7. 7 P. Ciampi, Firenze e i suoi giornali. Storia dei quotidiani fiorentini dal 700 ad oggi, Firenze, Polistampa, 2002, p. 483. In particolare, le pagine 482-496.

  8. 8 P. Murialdi, Storia del giornalismo italiano. Dalle Gazzette a Internet, Bologna, il Mulino, 1996, p. 279.

  9. 9 O. Beha, Anni di cuoio. L’Italia di oggi allo specchio del calcio, il suo sport più amato, la sua malattia più contagiosa, in cui si riflettono vizi e virtù d’un popolo tifoso fino al midollo, Roma, Newton Compton, 1987, p. 103.

  10. 10 Sulla vita di Manetti, detto «Brivido» cfr. E. Mancini, Un umorista valdelsano: Alberto Manetti (“Brivido”), in «Miscellanea storica della Valdelsa», a. L (1942), fasc. 1-2.

  11. 11 L. Gianfranceschi, Addio a Spartaco Gozzi ex presidente del Fucecchio e fondatore della Pro Loco, in «Il Tirreno», 28 maggio 2010.

  12. 12 M. Poggiali, Un giornale aperto, in «Tuttotifo», 20 dicembre 1981.

  13. 13 Si veda il portale «minigoal.it».

  14. 14 Si approfondisca sul sito «sprintesport.it».

  15. 15 In questo caso, si legga «gazzettaregionale.it».

  16. 16 C. Di Bari, Calcio, media e formazione tra professionismo ed età giovanile. Dalla carta al web, ai social media, riflessioni sul caso fiorentino, in «Studi sulla Formazione», 26 (2023), n. 1, pp. 95-112.

  17. 17 Cfr. G. Riva, L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e guerra, Palermo, Sellerio, 2016.

  18. 18 M. Polverini, Buongiorno Toscana!, in «Calciopiù», 9 gennaio 1990.

  19. 19 A. Facchini, Caro amico, ti scrivo..., in «Calciopiù», 11 settembre 1990.

  20. 20 B. Ghelli, Marco Bucciantini, dal campo della Laurenziana a Sky, in «Calciopiù», 9 febbraio 2021.

  21. 21 Id., Laura Bandinelli, dall’Isolotto al Milan: «Il giornalismo sportivo ha bisogno di giornali come Calciopiù», in «Calciopiù», 2 febbraio 2021.

  22. 22 Id., Sara Meini dal campo del Rifredi alla Rai: quando la passione diventa professione, 23 febbraio 2021.